A parte i soliti strepitosi concerti, come quello che ci ha regalato un Mike Stern in splendida forma, c’è stata una settimana che potremmo ben definire “mitologica” al Blue Note di Milano, il Jazzclub che propone a Milano la qualità e la continuità dell’offerta di grande musica jazz, miscelata con una cucina prelibata e un ottimo bar: un posto dove merita sicuramente spendere qualche serata in un’atmosfera calda da jazzclub newyorkese, immersi in un ambiente sempre gradevole e raffinato.
Settimana particolare, dicevo: martedi 6 marzo in cartellone Buster Williams e sabato 10 marzo è toccato a Ron Carter. Stiamo parlando dei massimi sistemi per quanto riguarda il contrabbasso Jazz, il double-bass.
Ognuno con la sua classe e il suo linguaggio inconfondibili, riconoscibilissimi per la loro incontestabile destrezza e per il loro stile inimitabile. Entrambi hanno saputo dare il massimo di sè, come se fossero consapevoli di questo “contest” a distanza, senza risparmiarsi nulla, portando il pubblico presente a livelli di giubilo visti raramente, in due concerti durati oltre le due ore di grande musica.
Superfluo raccontare le due serate: bisognava esserci per rivivere l’ambiente magico che questi Grandi del jazz sanno creare ogni volta che “giocano il loro strumento” per il loro pubblico: dai “walking bass” dell’accompagnamento agli assoli regalati senza spenderci troppe note (Miles Davis diceva sempre “You must never play too many notes, only play the right notes” – mai suonare troppe note, solo quelle giuste) e quindi trascinando l’ascoltatore in un turbine di sensazioni esaltanti e appaganti.
Questo mese di aprile ci promette un’altra esperienza simile, subito dopo Pasqua. Vediamo cosa sapranno regalarci le due Simone del canto Jazz italiano, la Severini e la Molinari: altra bella “gara” a distanza…
maurice cohen