La Fondazione Amadeus, in collaborazione con MFProduction, organizza nell’ambito dell’Estate Sforzesca, il celeberrimo festival che si svolge all’interno del Castello e organizzato dal Comune di Milano, quattro appuntamenti pensati per offrire una panoramica sulla produzione e la creatività musicali di questo nostro squarcio di secolo.
L’appuntamento che si svolgerà il 26 luglio (ore 21) vedrà protagonista il gruppo dei Pollock Project, che presenterà Speak Slowly Please!, il loro quarto disco che segna la svolta jazztronica del quartetto. L’Art-Jazz è lo stile musicale unico e trasversale che è ormai divenuto un preciso marchio di fabbrica del gruppo. Un mix imprevedibile ed evocativo di jazz, musica per immagini e world music che, esplorando nuove rotte musicali o reinterpretando autori come Davis, Coltrane e Zappa, si muove liberamente fra classicismo e modernità. Del Pollock Project fanno parte Marco Testoni (piano, handpan, programming), Elisabetta Antonini (voce, live electronics), Simone Salza (sax alto e soprano), Max Hedberg (true temperament guitars).

BIGLIETTI:
Prezzo: euro 15,00
www.ticketone.it

PER INFORMAZIONI:
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tel. 02 48028982

NOTE SUL PROGETTO
Speak Slowly Please
è il disco che segna la svolta jazztronica dei Pollock Project. Se nei primi tre album si seguiva un percorso in nome del visionario e dell’art-jazz ora quella matrice sembra inglobata in uno stile musicale unico e trasversale che è ormai divenuto un preciso marchio di fabbrica del gruppo. Un mix imprevedibile ed evocativo di jazz contemporaneo, musica elettronica ed arti visuali che si muove liberamente fra classico e modernità. Come da tradizione Il titolo dell’album è programmatico: Speak slowly please! Un ironico invito ad una chiara immediatezza di linguaggio che sappia essere esprimere contenuti musicalmente e culturalmente profondi. Un album che già dalla prima traccia L As In A Gift , una canzone scritta da Marco Testoni con il testo della cantautrice irlandese Kay McCarthy, mostra una discontinuità con le produzioni precedenti uscendo dalla consueta musica strumentale per inoltrarsi nel terreno della songwriting. Un disco all’insegna del numero 4: quarto album e quattro musicisti perché Pollock Project è divenuto ora un quartetto. A fianco, infatti, al suo ideatore Marco Testoni (tastiere, percussioni, handpan. Premio Colonne Sonore 2014 e Premio Roma Videoclip 2016 Compositore dell’anno), Elisabetta Antonini (voce, loop elettronici. Top Jazz 2014 – Miglior Nuovo Talento) e a Simone Salza (sassofoni e clarinetto. Interprete dei principali autori italiani di musica per cinema come Ennio Morricone e Nicola Piovani) si aggiunge il chitarrista svedese Mats Hedberg. Fra le tracce dell’album, oltre ai brani inediti, alcuni dei più noti pezzi dei primi due album, Pollock Project e Quixote, qui riarrangiati in linea con la nuova formazione e il nuovo corso dell’ensemble: Unnecessary, Julio et Carol e Pe No Chao. Non poteva mancare a la rilettura di due pezzi strumentali riscoperti nella loro profonda novità: lo standard So What di Miles Davis e Watermelon in Easter Hay di Frank Zappa un brano incredibilmente lirico e poetico, tanto differente rispetto alla produzione del grande musicista americano. Due brani solo apparentemente lontani fra di loro, in realtà accomunati dalla straordinaria ed imprevedibile trasversalità dei suoi autori.